Alfabeto 👽alieno

 

Perché "A di Ape" confonde: la lezione dell'alfabeto alieno

Vi chiedo 2 minuti per un esperimento mentale.

Immaginate di non saper leggere.  

Vi metto davanti questa riga:  

_⌖ ★ ⌖ ▼ ★ ⟡ ●   ⊙ ★   † ★ ◊ † ✦   ◆◆ ✦ ⌖ ✦   ⟡ ● ≋≋ ✦_  

E vi dico: "Imparate a memoria questi 17 simboli. Significa: L'ALBERO HA TANTE MELE ROSSE"

Come vi sentite? Spaesati, vero?  

Quei segni non vi dicono nulla. Sono scarabocchi.

Ecco. Per chi è all’inizio le nostre lettere A B C D E sono esattamente così: segni astratti. Non significano niente finché non gli diamo un senso.

Dove nasce la confusione: "A di Ape"

Per aiutare diciamo: "Questa è la A. A di Ape".  

Sembra gentile, ma guardiamo cosa deve fare davvero il cervello:

Vede A → Pensa all’ape → Ricorda che l’ape fa bzzz → Tira fuori il suono /a/


Sono 4 passaggi per arrivare a 1 suono.  

Il problema? Tra la lettera A e l’immagine dell’ape non c’è somiglianza.  

Tra l’ape e il suono /a/ non c’è legame, perché l’ape fa "bzzz".  

Abbiamo messo in mezzo 2 cose inutili. È come spiegare come arrivare a casa facendo 3 giri.

Se usiamo un’immagine, che almeno faccia il suono:  

Il serpente fa "ssss" → ha senso per /s/.  

Le labbra fanno "mmm" → ha senso per /m/.  

Altrimenti è meglio togliere l’immagine di mezzo.

Il metodo che funziona: Segno → Suono → Gesto

Si impara con il corpo, non con le astrazioni.


Col nostro "alfabeto alieno" sarebbe diretto:  

★ = apri la bocca e fai "aaaa" come dal dottore  

⌖ = fai scivolare la lingua ai lati e fai "iii"  

◆ = chiudi le labbra e fai "mmm"  

≋ = fai il serpente e fai "ssss"  

† = batti la lingua sui denti e fai "ttt"


Un passaggio solo: Vedo il segno → Faccio il suono.  

Niente ape, niente mela, niente giri.  

Per questo si impara prima a fare "bzzz, mmm, ssss" che a dire "B di Bologna".


Con questo metodo si memorizza una frase di 17 segni in circa 2 settimane.  

Con "A di ape" ci vuole il doppio, perché le informazioni sono il triplo.


E poi c'è il corpo

Scrivere è un’altra fatica enorme:  

Deve memorizzare il movimento della mano.  

Deve capire l’orientamento sul quaderno: sopra, sotto, a destra, a sinistra.  

Deve coordinare occhio, mano e cervello.


È una ginnastica pesante.


È come imparare a guidare

Quando impariamo a guidare facciamo la stessa fatica:  

1.  Movimenti nuovi del corpo  

2.  Attenzione visiva costante  

3.  Leggere i segnali e reagire


Ora immaginate se i segnali fossero contraddittori.  

"STOP" a forma di cerchio: "Ricordati, è lo STOP del Sole".  

"DARE PRECEDENZA" a forma di triangolo: "È del Drago".  

Non ci capiresti nulla. Faresti incidenti.  

Perché il cervello non regge incongruenze ogni 3 secondi.


Ecco. Questo chiediamo quando presentiamo 21 segni astratti e li attacchiamo a parole che non c’entrano.


L’ordine giusto è questo:

Prima il suono e il gesto.  

Poi il movimento della mano per scriverlo.  

Solo alla fine il nome della lettera: A, B, C.


Se rispettiamo i tempi e partiamo dal semplice, il resto viene da sé.  

Leggere smette di essere fatica e diventa naturale, come parlare.


Nota umoristica per finire

Una volta, per insegnare la "I", portarono in classe un cespo d’insalata.  

"La I è dritta come l’insalata, quindi I di insalata!"  

Il giorno dopo arrivò un gambo di sedano:  

"Ho portato la I anch’io! È più lunga e più sottile!"

Aveva ragione. Stava applicando la nostra logica: "scegli un oggetto che assomiglia".  

Peccato che tra sedano, insalata e I non ci sia legame.


Morale: se vogliamo insegnare la I, facciamo fare "iiii" e sorridere come dal dentista.  

Insalata e sedano lasciamoli nell’orto! 


La Manù





Commenti

Post popolari in questo blog

🎼manogramma👋

👉L...J 👈...👉 H 👈

🌼🐞☀️🐌...il caos organizzato da altri🌈🐸🦜...