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🫣Anticipare la paura come motivazione?

L'ossimoro è che noi adulti che abbiamo un vissuto, rievochiamo il passato e abbiamo la smania di lanciare in un futuro che nemmeno sta nella Mente di Dio, motivando così i bambini: "Se studi farai...", come se tutto fosse già scritto.  La lista sotto "Cosa farò da grande" quando ero bambina era interminabile e cambiava ogni tre per due:   Volevo diventare:   1) Ballerina come Raffaella Carrà   2) Cantante solista allo Zecchino d'Oro per tutta la vita, ignorando che ci sarebbero limiti di età...   3) Fotografa girando il mondo...   Uuuhhh...quante altre fantasia avevo per la mia testolina...   Eppure nessuno mi diceva "studia per diventare questo"; mi dicevano piuttosto "divertiti, prova, guarda cosa ti piace".  Il futuro arriva sempre dopo, non prima. Un'altra motivazione premonitrice è "NON AVERE PAURA!", che rievoca i film horror della serie "Non aprite quella porta".  Solo inciampando si può vedere l'ostaco...

🗣️👤La motivazione 🤯

 Oramai penso che la maggioranza di voi non si ricordi le prove tecniche di trasmissione per la TV a colori, quando c'era solo il bianco e nero.  Le facevano sulle reti nazionali, poiché riuscire a prendere anche una rete straniera come TV Koper Kapodistria o TV Svizzera Italiana ci sembrava di avere quello che oggi è l'abbonamento Sky. Perché sto rimembrando ciò?  Perché credo si possa fare un parallelismo tra ciò che noi "trasmettiamo" e ciò che invece gli altri "ricevono". Facevano prove tecniche di trasmissione per portare la TV a colori anche in Italia, ma avendo tutti ancora la TV in bianco e nero, si poteva solo continuare a guardare in bianco e nero la tavola apparecchiata per la colazione. Ricordo un paio di tazze, un cestino con i biscotti e tutto ciò che serviva per fare la mattina una classica colazione.  All'epoca non si conoscevano ancora, per esempio, l'avocado toast con tofu o lo yogurt bowl. È qui la metafora che mi scaturisce da que...

🎶A 🎶 B 🎶 C 🎶

Sto osservando alcuni approcci sul fonologico.   Poi leggo presentazione di "suoni vibranti" come la R ma aggiungendo anche altri che vibranti non sono come la T - S - V....   Come giustifichi al bambino che sarebbero vibranti altri suoni come la R?   Con la R sente la vibrazione, con la T e la S no e lì il bambino si perde, perché l’adulto gli ha detto una cosa e il corpo gliene dice un’altra. Poi osservo il solito timore di presentare l'H la Lord Voldemort dell'alfabeto, che viene chiamata "Colei-Che-Non-Deve-Essere-Nominata" o "Tu-Sai-Chi".   Infatti pure da bambina mi metteva nei matti sta storia della "fatina muta"!   Allora che serve?   Serve solo a rimandare il problema, a farla diventare un fantasma.   Invece se la presenti subito, dicendo: "guarda, con CHE e CHI la H sta lì solo a dire che il suono resta duro", smette di essere un mostro.  Diventa una stampella, una regola logica, non un’eccezione da tem...

🎨👨‍🎨🖌️Meno estro artistico per strutturare il materiale didattico! 📓

 https://www.instagram.com/reel/Db8SLLAMdFS/?igsi=NDB3ZGVmZnZhZHFk Tutto ciò che pubblico non me lo invento.   In questo video c’è “il riassunto del riassunto” di tutto ciò che desidero comunicare!  Continuo a vedere schede operative con immagini “di contorno” più grandi e colorate di quelle che servono per fare gli esercizi... e instancabilmente chiedo: PERCHÉ!? Perché così il materiale scolastico diventa più accattivante per il mercato?   Per la divulgazione?   Perché dà sfogo all’estro artistico di chi crea queste schede? Ho appena guardato una scheda con dei pallini per fare dei calcoli, messi in un angolino... e tutto attorno le stelle del firmamento.   Poi ci chiediamo perché non riusciamo a catturare l’attenzione dei bambini!   Eh, facciamoci una domanda e diamoci una risposta. Invece in questo video si capisce subito come orientare il campo visivo del bambino.   E con un po’ di PADRONANZA DEL CONCETTO DA PARTE...

🧠La metacognizione 🎇

Cosa s’intende per metacognizione? Sembra un parolone ingombrante e spesso non si sa dove collocarla nella didattica, perché a molti suona “tanto rieducativo”. In realtà non c’entra niente con il recupero o con chi ha difficoltà.  Per metacognizione intendo tutti quei passaggi che la nostra mente fa, a ogni età, per imparare. È il momento in cui ci fermiamo un attimo a pensare a come stiamo pensando.  È quando devo studiare e prima mi chiedo: cosa so già di questo argomento, da dove parto, mi conviene fare una mappa o ripetere ad alta voce.  È mentre studio e mi accorgo che sto leggendo distrattamente, allora cambio strategia e provo a spiegare l’argomento con parole mie.  È dopo, quando mi chiedo: è andata bene, perché sì o perché no, cosa rifaccio la prossima volta e cosa evito. In pratica è pescare un ricordo nei cassetti della memoria e capire dove si trova. È seguire un ragionamento logico e accorgersi se sta filando. È controllare se ho capito davvero o se sto ...

❓🤔❓La padronanza dei concetti 🧐

La padronanza di un concetto è la piena comprensione e il possesso sicuro di un'idea o di una regola, tale da permettere di usarla con facilità e flessibilità in contesti diversi.   Per esempio, non nominiamo solo il verde quando lo associamo all'erba, ma riconosciamo quel colore anche in situazioni diverse; non ragioniamo quindi per automatismi. Quando insegniamo un concetto ai bambini, soprattutto se è astratto, è importante favorire fin da subito i processi metacognitivi.  In questo modo evitiamo che memorizzino soltanto il termine che racchiude il concetto, senza capirlo davvero. Facciamo un esempio: prima di presentare LA FRASE MINIMA e il termine PREDICATO facciamo esperienza, mettendo in pratica alcuni concetti semplici.   L'azione è il disegno nella tua mente, è quello che vedi se chiudi gli occhi.  Se penso a un cane che salta, vedo le sue zampe che si staccano da terra, quella è l'azione. Poi c'è il verbo.  Il verbo è la parola dentro al dizi...

😱Prima di preoccuparsi 🤔❓occuparsi del problema.

  Quelli che chiamo "i miracolati" non sono altro che studenti, bambini e adolescenti che hanno potuto capire, uscendo da un approccio metodologico rigido.  Rigido basato su:   1) "Gli studenti devono adattarsi al metodo, perché al master all'estero mi hanno assicurato che è infallibile."   2) "Per più di 20 anni ho sempre fatto così e nessuno ha mai avuto da ridire." Poi però ti accorgi, negli anni, che chi supera alcune proprie difficoltà e ha necessitato di un aiuto, diventa più competente di altri che sono sempre andati bene.  Un semplice esempio: i bambini con una o più dislalie, cioè difetti di pronuncia, devono allenarsi sul fonologico, poi hanno meno problemi in alcuni processi di letto-scrittura.   Vien da sé ipotizzare che adattare alcuni metodi, nati per queste situazioni, nella consueta procedura didattica, potrebbe essere un "rinforzo" utile indiscriminatamente per tutti. Facciamo un altro esempio: chi nella lettura "con un ...