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Visualizzazione dei post da agosto, 2026

🫣Anticipare la paura come motivazione?

L'ossimoro è che noi adulti che abbiamo un vissuto, rievochiamo il passato e abbiamo la smania di lanciare in un futuro che nemmeno sta nella Mente di Dio, motivando così i bambini: "Se studi farai...", come se tutto fosse già scritto.  La lista sotto "Cosa farò da grande" quando ero bambina era interminabile e cambiava ogni tre per due:   Volevo diventare:   1) Ballerina come Raffaella Carrà   2) Cantante solista allo Zecchino d'Oro per tutta la vita, ignorando che ci sarebbero limiti di età...   3) Fotografa girando il mondo...   Uuuhhh...quante altre fantasia avevo per la mia testolina...   Eppure nessuno mi diceva "studia per diventare questo"; mi dicevano piuttosto "divertiti, prova, guarda cosa ti piace".  Il futuro arriva sempre dopo, non prima. Un'altra motivazione premonitrice è "NON AVERE PAURA!", che rievoca i film horror della serie "Non aprite quella porta".  Solo inciampando si può vedere l'ostaco...

🗣️👤La motivazione 🤯

 Oramai penso che la maggioranza di voi non si ricordi le prove tecniche di trasmissione per la TV a colori, quando c'era solo il bianco e nero.  Le facevano sulle reti nazionali, poiché riuscire a prendere anche una rete straniera come TV Koper Kapodistria o TV Svizzera Italiana ci sembrava di avere quello che oggi è l'abbonamento Sky. Perché sto rimembrando ciò?  Perché credo si possa fare un parallelismo tra ciò che noi "trasmettiamo" e ciò che invece gli altri "ricevono". Facevano prove tecniche di trasmissione per portare la TV a colori anche in Italia, ma avendo tutti ancora la TV in bianco e nero, si poteva solo continuare a guardare in bianco e nero la tavola apparecchiata per la colazione. Ricordo un paio di tazze, un cestino con i biscotti e tutto ciò che serviva per fare la mattina una classica colazione.  All'epoca non si conoscevano ancora, per esempio, l'avocado toast con tofu o lo yogurt bowl. È qui la metafora che mi scaturisce da que...

🎶A 🎶 B 🎶 C 🎶

Sto osservando alcuni approcci sul fonologico.   Poi leggo presentazione di "suoni vibranti" come la R ma aggiungendo anche altri che vibranti non sono come la T - S - V....   Come giustifichi al bambino che sarebbero vibranti altri suoni come la R?   Con la R sente la vibrazione, con la T e la S no e lì il bambino si perde, perché l’adulto gli ha detto una cosa e il corpo gliene dice un’altra. Poi osservo il solito timore di presentare l'H la Lord Voldemort dell'alfabeto, che viene chiamata "Colei-Che-Non-Deve-Essere-Nominata" o "Tu-Sai-Chi".   Infatti pure da bambina mi metteva nei matti sta storia della "fatina muta"!   Allora che serve?   Serve solo a rimandare il problema, a farla diventare un fantasma.   Invece se la presenti subito, dicendo: "guarda, con CHE e CHI la H sta lì solo a dire che il suono resta duro", smette di essere un mostro.  Diventa una stampella, una regola logica, non un’eccezione da tem...

🎨👨‍🎨🖌️Meno estro artistico per strutturare il materiale didattico! 📓

 https://www.instagram.com/reel/Db8SLLAMdFS/?igsi=NDB3ZGVmZnZhZHFk Tutto ciò che pubblico non me lo invento.   In questo video c’è “il riassunto del riassunto” di tutto ciò che desidero comunicare!  Continuo a vedere schede operative con immagini “di contorno” più grandi e colorate di quelle che servono per fare gli esercizi... e instancabilmente chiedo: PERCHÉ!? Perché così il materiale scolastico diventa più accattivante per il mercato?   Per la divulgazione?   Perché dà sfogo all’estro artistico di chi crea queste schede? Ho appena guardato una scheda con dei pallini per fare dei calcoli, messi in un angolino... e tutto attorno le stelle del firmamento.   Poi ci chiediamo perché non riusciamo a catturare l’attenzione dei bambini!   Eh, facciamoci una domanda e diamoci una risposta. Invece in questo video si capisce subito come orientare il campo visivo del bambino.   E con un po’ di PADRONANZA DEL CONCETTO DA PARTE...

🧠La metacognizione 🎇

Cosa s’intende per metacognizione? Sembra un parolone ingombrante e spesso non si sa dove collocarla nella didattica, perché a molti suona “tanto rieducativo”. In realtà non c’entra niente con il recupero o con chi ha difficoltà.  Per metacognizione intendo tutti quei passaggi che la nostra mente fa, a ogni età, per imparare. È il momento in cui ci fermiamo un attimo a pensare a come stiamo pensando.  È quando devo studiare e prima mi chiedo: cosa so già di questo argomento, da dove parto, mi conviene fare una mappa o ripetere ad alta voce.  È mentre studio e mi accorgo che sto leggendo distrattamente, allora cambio strategia e provo a spiegare l’argomento con parole mie.  È dopo, quando mi chiedo: è andata bene, perché sì o perché no, cosa rifaccio la prossima volta e cosa evito. In pratica è pescare un ricordo nei cassetti della memoria e capire dove si trova. È seguire un ragionamento logico e accorgersi se sta filando. È controllare se ho capito davvero o se sto ...

❓🤔❓La padronanza dei concetti 🧐

La padronanza di un concetto è la piena comprensione e il possesso sicuro di un'idea o di una regola, tale da permettere di usarla con facilità e flessibilità in contesti diversi.   Per esempio, non nominiamo solo il verde quando lo associamo all'erba, ma riconosciamo quel colore anche in situazioni diverse; non ragioniamo quindi per automatismi. Quando insegniamo un concetto ai bambini, soprattutto se è astratto, è importante favorire fin da subito i processi metacognitivi.  In questo modo evitiamo che memorizzino soltanto il termine che racchiude il concetto, senza capirlo davvero. Facciamo un esempio: prima di presentare LA FRASE MINIMA e il termine PREDICATO facciamo esperienza, mettendo in pratica alcuni concetti semplici.   L'azione è il disegno nella tua mente, è quello che vedi se chiudi gli occhi.  Se penso a un cane che salta, vedo le sue zampe che si staccano da terra, quella è l'azione. Poi c'è il verbo.  Il verbo è la parola dentro al dizi...

😱Prima di preoccuparsi 🤔❓occuparsi del problema.

  Quelli che chiamo "i miracolati" non sono altro che studenti, bambini e adolescenti che hanno potuto capire, uscendo da un approccio metodologico rigido.  Rigido basato su:   1) "Gli studenti devono adattarsi al metodo, perché al master all'estero mi hanno assicurato che è infallibile."   2) "Per più di 20 anni ho sempre fatto così e nessuno ha mai avuto da ridire." Poi però ti accorgi, negli anni, che chi supera alcune proprie difficoltà e ha necessitato di un aiuto, diventa più competente di altri che sono sempre andati bene.  Un semplice esempio: i bambini con una o più dislalie, cioè difetti di pronuncia, devono allenarsi sul fonologico, poi hanno meno problemi in alcuni processi di letto-scrittura.   Vien da sé ipotizzare che adattare alcuni metodi, nati per queste situazioni, nella consueta procedura didattica, potrebbe essere un "rinforzo" utile indiscriminatamente per tutti. Facciamo un altro esempio: chi nella lettura "con un ...

🎶Suoni - ✏️ l o segni e non parole: abadupe...

Quando un bambino impara a leggere, passa per due tappe molto diverse. All’inizio c’è la lettura decifrativa: trasformare le lettere in suoni.  È meccanica, è mettere insieme grafemi e fonemi per far uscire la parola.  Non è ancora comprensione, è la base. Poi arriva la lettura comprensiva: capire cosa significa quel testo, cogliere il lessico, la frase, l’intenzione. Qui entrano in gioco attenzione, memoria, linguaggio. E in mezzo tra queste due fasi, c’è un allenamento che fa la differenza: la lettura delle NON PAROLE  Perché usarle?  Perché se un bambino legge solo parole che già conosce, usa la memoria. Se invece legge "lufata" o "brintolo", è costretto a decodificare davvero, lettera per lettera, suono per suono.  Così alziamo l’asticella della decodifica.  E quando il meccanismo è solido, il bambino può finalmente usare tutte le sue energie per capire ciò che legge, invece di inciampare sulla parola. Come proporle?  Partiamo semplice: bi-sillabe ...

🤔❓ 💡Metodo o 🔧Strumento?

Negli anni di attività mi è capitato spesso di vedere insegnanti, e anche colleghi, specialisti che lavorano con studenti con DSA che usavano schede operative o qualsiasi strumento avessero a disposizione, e ultimamente anche strumenti tecnologici, convinti di aver risolto. È un po' come quando compriamo il cibo precotto, tre minuti al microonde e a casa ti mangi le lasagne tutti i giorni.  È comodo, è veloce, ma è sempre uguale e tu così non diventi uno Chef.   E di materiale "precotto" in giro per le scuole ce n'è davvero tanto: schede prese e usate così, senza un filo logico dietro. Il metodo invece è tutt'altra  cosa!  Il metodo ti insegna a usare correttamente ogni strumento.   Perché lo strumento da solo non ti insegna niente. Se non so suonare il violino, posso anche comprare uno Stradivari ma non è che da un giorno all'altro suono come Paganini.  Al massimo strimpello qualcosa, e poveri quelli che mi devono ascoltare. Non è mia intenzione ...

Perché scomporre il gesto grafico funziona: bambini e adulti a confronto: c + l = d

Alla base del  metodo c'è un principio neuroevolutivo: il bambino non è un adulto in miniatura. Noi adulti abbiamo un Sistema Nervoso Centrale già maturo e una corteccia motoria strutturata da anni di automatismi. Metaforicamente siamo un testo con molti capitoli già scritti. Le nostre esperienze e i pattern motori acquisiti hanno creato delle "autostrade neurali" che rendono difficile apprendere un nuovo gesto grafico da zero. Nel bambino invece, soprattutto nella finestra critica entro i 7 anni, il SNC è ancora in fase di mielinizzazione e il cervello è in massima neuroplasticità. È una pagina con poche tracce. Per questo ha bisogno di fondamenta solide. Il  compito è proprio questo: tracciare su quelle pagine quasi vuote i prerequisiti grafomotori che diventeranno le colonne portanti dell'apprendimento per tutta la vita. Un esempio concreto è l'apprendimento dei grafemi, anche non alfabetici come i kana giapponesi. Se analizziamo solo la componente grafica, esc...

🩼Stampella o 🧚 ali per volare?

La Zona Grigia Oggi noi che ci definiamo "normopensanti" abbiamo la fortuna di poter usare la tecnologia per fare meno fatica, sia fisica che mentale.  Le app ci ricordano gli appuntamenti di lavoro, ci dicono quando girare l’arrosto nel forno, avviano la lavatrice mentre siamo fuori casa. Arrivano persino a dirci quando girarci sul lettino sotto il sole, così da evitare i danni di una sovraesposizione ai raggi UVA e UVB. E negli ospedali? Ci sono i percorsi per raggiungere i reparti. Segui la linea gialla e arrivi in ortopedia, segui quella blu e arrivi in cardiologia. Non mi sento affatto sminuita a seguire quelle linee colorate in un posto enorme che non conosco. Anzi, mi aiutano. Allora perché ci vengono dei dubbi quando si parla di dare degli aiuti a bambini e ragazzi che stanno attraversando un momento di crisi?  La crisi può essere la crescita in sé, che già di per sé è uno stress. Oppure può essere qualcosa di familiare, come la separazione dei genitori o altro.  ...

🆕 Innovazione solo digitalizzazione? 🖥️

 https://www.facebook.com/share/p/1DNsR7a5Y8/ Come se non si potesse insegnare le lettere anche in altro modo.   O almeno: teniamoci pure l’abbecedario, ma integriamolo con altre strategie. Strategie che si possono mettere in gioco senza per forza aprire un programma su un computer. Quindi la domanda è seria:   Secondo voi, c’è bisogno di integrare le metodologie che usiamo con altre nuove e vecchie? Altrimenti tra poco avremo l’ologramma che entra in classe e ci fa:   “Ragazzi, oggi A di APE”... in 8K. Cosa ne pensate?   1. Sì, serve integrare metodologie nuove e vecchie ma l'innovazione non è solo il digitale.  2. No, l’A di APE e le metodologie attuali bastano. Grazie a chi parteciperà 💬

🗳️SONDAGGIO

  Sondaggio  Letto-scrittura:  Metodo Classico? ✔️ Metodo che integra il Corpo? ✔️  Votate voi! 🗳️ Ciao a tutti!   Avete visto l'ultimo reel sulle doppie?  1300 visualizzazioni!  Grazie di cuore ❤️ Mi avete dato una carica pazzesca. Visto che vi è piaciuto, oggi voglio aprire con voi una riflessione importante: come iniziamo la letto-scrittura.  Perché questa è la base di tutto: se il bambino parte con il piede giusto, poi leggere e scrivere diventa un piacere. Se invece parte in difficoltà... si porta dietro la fatica per anni e si strutturano quelle difficoltà di apprendimento che si potevano evitare  🔎osa volete trovare sui libri di testo?📘 1. IL METODO CLASSICO Quello che conosciamo tutti e che troviamo sulla maggior parte dei libri di testo.   Parte dalla lettera, si presenta con un concetto e un'immagine: "I d'insalata...". Poi si passa alle schede: cerchia la sillaba, completa la parola, unisci.   È un perco...

🫵INDICAZIONI PER ✍️COMMENTARE

 Per chi non riesce a commentare: Procedura:  1. Toccare le tre righe orizzontali in alto a sinistra.  2. Toccare prima la casella in alto a sinistra dove c'è scritto  "segui" 3. Solo dopo si può scrivere il commento sotto l'articolo che interessa

👂ascolto 👄 parlo ✍️scrivo

https://www.facebook.com/share/p/1Ko99p8voi/ Pensate ai dialetti: o le doppie non ci sono proprio, tipo "pala" per "palla"...  oppure ce ne sono dappertutto, anche all'inizio: "ppane", "ttavolo".   Questo vuol dire che il bambino, prima ancora di sapere cos'è una "doppia scritta", ha già nella testa il suono del suo parlato. Quindi che facciamo?  Non partiamo dalla regola, partiamo dal corpo. Prova: Metti la mano sulla pancia e dici:   1.  "pala" → senti un colpetto solo 2.  "palla"→ senti il colpetto che si raddoppia, più forte. Il diaframma lavora di più. La lingua batte due volte. Ecco, quella è la doppia. Non è "una L in più sulla carta". È un suono più lungo, più teso, più forte. PP - SS - TT - LL... tutte uguali.   Prima le sentiamo nel corpo, poi le riconosciamo nell'orecchio, poi le vediamo scritte.  Attraverso il corpo abbiamo tutti gli strumenti per capire davvero le regole ortografich...

💻 Intelligente 🧠❤️o capace?

https://www.facebook.com/share/p/18izpfck5R/  L’intelligenza artificiale non vive esperienze.   È un database di informazioni che spaziano a rete su tutti gli argomenti che esistono.   Ma non possiede una memoria a medio o lungo termine e non vive emozioni.   E anche le emozioni sono un valore aggiunto., sono loro che riempiono i cassetti della memoria e che ci fanno ricordare 'perché' una cosa ci ha toccato. Ci sono persone che hanno solo informazioni, ma non hanno vissuto l’esperienza sul campo.   E come tutto inizia così, tutto finisce.  Perché senza esperienza le informazioni restano lì, statiche. Per questo, secondo me, un percorso di studi e ricerca pluridecennale, senza però "l’esperienza sul pezzo", è una "realtà monca".   Gli accademici formano diverse figure professionali, anche nel campo psicopedagogico e didattico, ma molti di loro non si sono mai "sporcati le mani".   Non hanno mai operato sul campo, non ...

🎼 manogramma 🖐️: non solo A B C ma anche 1 2 3

  https://www.facebook.com/share/p/1GzpB1LFr8/ (qui trovi la descrizione dell'attività)  Ho già esposto alcune mie riflessioni su quella che io definisco Zona Grigia.   Ovvero quell’area operativa in cui si mettono in pratica, per alunni non certificati che magari comunque non presentano quasi mai delle difficoltà, strategie adottate invece per chi necessita di strategie d’insegnamento personalizzate. 🎼manogramma 🖐️ non è solo letto-scrittura, bensì tutto ciò che aiuta ogni forma di apprendimento. Adesso parlo di un gioco per apprendere alcuni concetti matematici così astratti che sembrano invece di facile comprensione, poiché negli anni "si è sempre fatto così" e insindacabilmente nessuno ha mai espresso qualche perplessità. Cosa significa per es. "Il 5 sta nel 15 ben 3 volte?" È vero, ci sono diverse modalità per far comprendere sul quaderno il concetto.   Però soprattutto: quante regole di matematica che al momento si pensa di aver capito, poi invece è...

Zona grigia 🩶 dove ci sono tante opportunità!

https://www.facebook.com/share/p/18KWtXHdtj/ La Zona Grigia è quell’area operativa dove esprimi la tua professionalità e scopri che è ciò che c'è di più inclusivo ed equo che esista. È quella zona spesso "terra di nessuno".   Quella dove "se  non te ne occupi" si finisce per fare diagnosi a prescindere.   E invece è lì che si gioca tutto. Partiamo dall’attenzione, proprio quella che chiediamo ai bambini sin dal primo giorno di scuola. Anche se arrivano dalla scuola dell’infanzia abituati a imparare giocando, ad un certo punto i momenti di gioco si riducono e aumentano quelli in cui devono stare fermi ad ascoltare e a guardare. Una classe caotica deconcentra tutti, non solo i bambini, pure gli adulti che insegnano.   Chi paga di più sono i bambini con fragilità, ma in realtà ci perdiamo tutti. Qui succede una cosa: le competenze che acquisisci lavorando per affrontare i bisogni speciali emersi in un ragazzino, poi ti fanno capire dove possono inciampare...

Non è sempre colpa della b e della d 🔁

https://www.facebook.com/share/p/1C7wsvmDnf/ Le lettere speculari non sono solo b e d: il vero problema è l’orientamento Se un bambino inverte la b con la d diciamo subito: "eh, sono speculari".   E ci fermiamo lì. Ma se inverte anche la p, q, n, s, a, e... allora forse il problema non sono quelle 2 lettere.   Ci si allarma subito pensando a qualche difficoltà di apprendimento. Il problema invece è l’orientamento. Fino a una certa età il cervello dei bambini non ha ancora stabilizzato destra e sinistra e finché il corpo non sa dove sta la sua destra e la sua sinistra,  anche la lettera non saprà mai da che parte deve "guardare". Di solito nei libri e nelle schede troviamo solo b e d messe una di fronte all’altra.   Come se fossero le uniche "colpevoli". Ma guardiamo le lettere in tutti i caratteri.   Quasi tutte le lettere hanno un verso, una direzione. Le uniche davvero simmetriche sono poche, come per esempio: i, o, x,  H, A...  T...

🔓Libertà o 😵‍💫 caos?

https://www.facebook.com/share/p/1BhoSzcDJx/ Il rischio dello spontaneismo è proprio questo: lasciare il bambino da solo davanti a un compito per cui il suo cervello non è ancora pronto. Novara lo dice chiaro: fino ai 10-11 anni il lobo frontale, quello che gestisce le conseguenze, è ancora in costruzione.  Aspettarsi che un bambino di 5 anni "capisca da solo" perché deve stare seduto, tenere la matita in un certo modo, rispettare la riga... è come aspettarsi che capisca da solo di mettersi il giubbotto sotto la pioggia. Non è cattiveria è neurosviluppo. COSA SUCCEDE QUANDO MANCA LA GUIDA NELLA SCRITTURA: 1. POSTURA SELVAGGIA     Scrivi in piedi, sdraiato, col foglio storto, saltellando.     Risultato: il gesto grafico non si automatizza mai, perché ogni lettera è una fatica nuova. 2. GESTO GRAFICO SENZA REGOLE     Parti da dove ti pare, vai in tutte le direzioni, premi troppo, premi poco.     Risultato: una scr...

✍️Il corsivo non è il passato...

 https://www.facebook.com/share/p/1DksX1sacZ Quante volte lo senti:   Ma il corsivo non si usa più, perché farlo fare?   Ti rispondo subito: non lo facciamo per bellezza, lo  facciamo per il cervello. La mano dei bambini non è fatta per staccare la penna ogni 2 secondi è fatta invece  per scorrere, per fare un gesto unico, continuo.   I bambini come fanno i primi scarabocchi?  Sono lunghe "piste" che vanno su e giù, ondeggiano a destra e a sinistra e casualmente formano pure dei cerchi.  Non sono linee più squadrate come invece lo stampatello maiuscolo. Pensa a quando disegni un cerchio: lo fai staccando 10 volte? No.   Pensa a quando firmi, è un movimento fluido. Il corsivo è questo.  È il movimento più economico per la mano.   Meno fatica = più energia per pensare a cosa scrivere. Con lo stampato invece cosa succede?   Alzo, appoggio, alzo, appoggio.   Il cervello deve comandare 20 volt...

🧱 = 🏠 l = L

 https://www.facebook.com/share/p/1M1fUXjjM9/ Scrivere non è memorizzare 26 lettere a caso.   È combinare pochi elementi. I mattoni per scrivere tutte le lettere dell’alfabeto sono solo 7. Aste, bastoncini, tondi, archetti, ponti, occhielli.   Si tratta di segni grafici che si ripetono, che cambiano dimensione e che ruotano nello spazio grafico al bisogno. Quando disegniamo una forma geometrica per la prima volta, la sezioniamo, poiché è il modo più logico per capirla. Il quadrato ha 4 lati tutti uguali.   Il rettangolo ha due lati più lunghi e due più corti, e le coppie sono della stessa misura.   Il triangolo ha 3 lati e 3 angoli.   Il cerchio è un’unica linea curva che si chiude. Sono le firme geometriche di ogni forma.   Prima capisci il pezzo, poi ricostruisci il tutto. Funziona allo stesso modo con la scrittura Prima i tratti: aste dritte, aste oblique, bastoncini, tondi, archetti in su e in giù.   Poi le l...

👀👂✍️

 https://www.facebook.com/share/p/1C8auV3u9r/ Se buttiamo tutto in un unico cassetto facciamo caos.  Se raggruppiamo per caratteristiche simili facciamo logica. Questo vale per ogni stimolo che riceviamo.  E vale dieci volte di più per le lettere che dobbiamo insegnare. Partiamo da ciò che vediamo.   Il cervello mette insieme le cose tonde: una palla, un bottone, il sole. Sono oggetti diversi, ma condividono la stessa forma.   Allo stesso modo mette insieme le cose verdi: una rana, l'erba, un kiwi.  Oggetti diversi, ma con lo stesso colore.   Non memorizza 100 oggetti singoli, memorizza le categorie. Partiamo da ciò che ascoltiamo con le orecchie.  Il cervello raggruppa anche i suoni, mette insieme il rumore della pioggia e dell'acqua che scroscia dalla doccia.  Suoni diversi, ma con la stessa origine.   Fa la stessa cosa con i fonemi.  Riconosce che /p/ /b/ /m/ sono suoni simili, perché tutti si formano chiudend...

✍️🎶suoni 〰️segni...lettere e caratteri

 https://www.facebook.com/share/p/1EJUTFuGQr/ TORNIAMO AI FONDAMENTALI Partiamo anche noi dai fondamentali per capirci meglio. Come ho ribadito più volte:   Sovra stimolare non è sinonimo di "maggiore nutrimento", bensì in alcuni casi di caos`. Chiediamoci subito: cosa insegno oggi? Se voglio insegnare alcune lettere dell’alfabeto in corsivo, quali scelte faccio all’inizio? La risposta è sempre la stessa: assemblare insieme stimoli simili aiuta nel processo di memorizzazione. 1. PRIMA IL FONOLOGICO + MANOGRAMMA Fare prima un lavoro attento sulle somiglianze dei suoni.   Puntando l’attenzione, con l’ausilio della manogramma, sui suoni: dividerli, sentirli. Quali sono i suoni che dico solo con le labbra? Quali si assomigliano di più? Perché lo spelling si può imparare anche senza già sapere leggere e scrivere. È una competenza verbale. Prima il suono, poi il gesto, poi il segno.   Se il cervello non ha riconosciuto e sentito il fonema, la lettera resta s...

✍️Un po' di me, un po' di questo, un po' di quello ...

Torno su questo argomento, perché da oramai anni non si fa altro che parlare di disturbi dell'attenzione. L'ADHD è una cosa seria, così come lo è la DISLESSIA.  Ma entrambi i quadri clinici non possono diventare "la pezza" per nascondere cos'è che non va nell'ambiente dove vive il bambino. Quindi, non solo a scuola. Forse non ve l'ho mai detto.  Oppure ho voluto intenzionalmente, sin dall'inizio, non etichettarmi con la qualifica professionale con cui dai mitici anni '80 - sono una boomer D.O.C. essendo nata nel 1964 e i boomer originali sono nati dal 1946 al 1964 - la Provincia di Gorizia dirottò negli istituti scolastici me e altre sbarbatelle uscite dal percorso di studi per praticare la logopedia.  Era quando la logopedia non era ancora "nella mente di Dio" 😄 Ricordo quando un uomo balbuziente mi chiese:   "A-A...CO-CO-SA SE-SE-SER-VE LA-LA LO-LO-LO-GOPEDIA?"   "Ehhh...a tante cose!"   Risposi diplomaticamente io....

🔎🤔❓

https://www.facebook.com/share/p/18CBHAXtod/  https://www.facebook.com/share/p/1LGAB8yQqT/ 🔎Aprite uno dei due link e vediamo se trovate la frase: MARCO CERCA LA CHIAVE. LA TROVA NEL CASSETTO.  Passerò per matta, ma vi chiedo di fare lo stesso sforzo che tutti i giorni fanno i nostri bambini! 

Deficit di attenzione o troppo rumore?😵‍💫

 https://www.facebook.com/share/p/193gWhSfPC/ https://www.facebook.com/share/1EM5MQCx3z  DEFICIT DI ATTENZIONE? O TROPPO RUMORE? Gli diamo astucci che fanno le luci.   Schede operative che sembrano Carnevale.   Testi pieni di disegni, fumetti, colori... e il contenuto da imparare sta in un angolino.   Poi ci chiediamo perché "non sta attento".   Io dico da 30 anni la stessa cosa:   Prima il SUONO. Poi l'immagine e la parola gli girano intorno.   Non il contrario.   Se riempiamo la testa prima di occhi e orecchie, il cervello segue la mosca.   Voi che ne pensate?   A scuola e a casa stiamo semplificando o stiamo solo "addobbando"?   Raccontatemi 👇

✍️...racconto un po' di me e perché sono qui...

Come mi sono sognata di creare un mio blog?   Guarda, l’iniziativa è banale eh. Niente di illuminante tipo "ho avuto una visione sotto la doccia".   È che un giorno mi sono chiesta: "Perché non fare circolare lo stesso materiale che da anni gira ufficiosamente nelle scuole dove sono passata io?" Com'era?   Dove passava Attila non cresceva più un filo d'erba.   Nel mio caso invece: dove sono passata io si sono moltiplicate le fotocopie del mio materiale.   Materiale "studiato per ragazzini DSA o con i cosiddetti bisogni speciali perché con la 104", però poi utilizzato per tutta la classe. E comunque tutto ciò l’ho sempre trovato molto democratico.   Però cambiando paradigma: i normopensanti beneficiano del materiale pensato per i compagni teoricamente più svantaggiati. Da una parte bene!  Finalmente abbiamo info gratis, tutorial, schede, video con musichetta motivazionale in sottofondo.   Dall’altra parte però ti ...

🗞️ EDIZIONE STRAORDINARIAAA...📰

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"EDIZIONE STRAORDINARIAAA..." 📰   Lo sapete... io non vendo corsi, posso invece  offrire idee💡 Da oggi apro lo "sportello a richiesta" qui sul blog.   Avete un dubbio su come accompagnare i vostri figli ? Scrivetelo nei commenti.   Raccoglierò le domande più frequenti e ogni settimana vi farò un post con le soluzioni pratiche, a costo zero. Intanto iniziate voi: cos'è che vi interessa di più? 

Senza la terra non cresce l'🌳

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  Le esperienze che ci mettono in movimento, a qualsiasi età sono nutrimento per il nostro cervello.   Non lo dico io che sono l'ultima delle scribacchine del web✍️ Lo dice la Professoressa Daniela Lucangeli:   “Mente e corpo non sono separati: l'attivazione motoria e sensoriale stimola la plasticità cerebrale, favorendo la creazione di nuove connessioni sinaptiche. Il movimento e l'esperienza fisica arricchiscono i processi di apprendimento e lo sviluppo cognitivo a ogni età”. Ma cos'è questo "orientamento spaziale" e soprattutto " l'orientamento nello spazio grafico"?   Sono i fondamentali! Senza la terra non cresce l'🌳! Come pure  le fondamenta di una casa: se reggono, reggono muri, tetto e tutto il resto.   Se non ci sono... succede come nelle capanne dei tre porcellini, arriva un soffio e crolla tutto. Ecco, a volte noi "costruiamo la casa nel bambino" partendo dal tetto e poi ci meravigliamo soprattutto perché è poco autonomo...

🪄Magia magia facciamo un po' di pulizia ✨

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🪄MAGIA MAGIA FACCIAMO UN PO' DI PULIZIA ✨     

🌼🐞☀️🐌...il caos organizzato da altri🌈🐸🦜...

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Il caos aiuta a ricordare o a distrarci? Dipende da che caos. Il tuo caos è "ordine logico personale".  Tu sai che le chiavi sono sopra ai libri, vicino alla tazza.  Il cervello ha creato una mappa perché è un disordine significativo. Se qualcuno te lo mette a posto ti distrugge la mappa e non trovi più niente. Questo ha senso! Il tuo ripiano funziona anche se è caotico perché ogni oggetto ha un posto nella tua storia.  La matita è lì perché stavi scrivendo, le chiavi ci aspettano lì tutti i giorni per poter uscire di casa... Invece nel "caos organizzato" da altri non si riesce a trovare a colpo d'occhio ciò che stiamo cercando!       Idem succede al bambino quando deve esercitarsi sulle coloratissime e "disegnatissime" schede operative.  Se i colori e i disegni potessero parlare tutti insieme, immaginatevi la baraonda.  Comunque sia, stiamo parlando di "chiasso visivo"!  Sole giallo enorme, fiori, farfalle, coccinelle... e in mezzo 4 ri...

👉L...J 👈...👉 H 👈

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  Ci sono tante schede operative per insegnare l'orientamento spaziale sinistra/destra.  Le lettere hanno tutte una loro direzione.  Ci sono le lettere simmetriche, quelle rivolte verso sinistra e quelle verso destra.  La scrittura speculare è quando appunto si scrive al contrario ovvero "a specchio". Di solito per l'orientamento spaziale lavoriamo tanto: "Metti la freccia  a destra del cane. Metti la freccia a sinistra dell'albero." Ma con le lettere questo lavoro sparisce.  Si parte subito a scrivere, dando per scontato che il bimbo sappia già "da che parte guardare". Il mio approccio è diverso Qui metto un'immagine simile alla lettera.  E chiedo proprio di mettere dei sassolini nella direzione dell'immagine e della lettera messe in coppia. La somiglianza delle forme è voluta.  Il bimbo deve capire la direzione!  Solo così, giocando col sassolino a destra a sinistra, o in entrambi i lati, si fa esperienza concreta della direzione dell...

🍎Sempre in assonanza 🍒

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Sarà perché ero una bimba bionda e mancina che scriveva speculare fino quasi alla terza elementare... come si chiamava ai tempi 😅   Sarà che ho sempre avuto processi di memoria un po’ "fuori dagli standard". Ricordiamoci che sono oltre che mancina pure bionda! 😄 Beh, per farla breve: tutti i casini che mi sono portata dietro dall'infanzia si sono trasformati in risorse per aiutare tanti bambini. La panoramica dei testi scolastici non offre granché. O almeno, non offre ciò che mi sono creata da sola negli anni, a forza di tentativi, errori e intuizioni. Come ho già detto, per assonanza il nostro cervello classifica, riordina, crea categorie e sottocategorie... e lo fa quando nemmeno ce lo immaginiamo.   Io adoro quelle facoltà della mente che operano in silenzio, senza fare rumore, ma che ci portano sempre a fare cose che mai avremmo immaginato. Ecco l'esempio: delle lettere simili ma non uguali.   Si assomigliano come quei fratelli e sorelle di cui si dic...

🤐quando le lettere dell'alfabeto restano mute🤐

Pensare che da quando entriamo con i primi vagiti diamo voce alle lettere.   Perché prima di scrivere sul quaderno... "scriviamo con la bocca". Poi arriviamo a scuola e ci dicono: "State fermi, zitti e copiate!"  E le lettere tornano mute 🤫 A -  b -  L - c - N...🤐 Stavo leggendo i vostri commenti su un social e una mamma ha scritto una frase che mi è rimasta qui:   _"Mentre scrive, non pensa al suono"_ Ecco. Questo è il punto. A volte i nostri bimbi imparano  le forme delle lettere a memoria ma non il suono corrispondente.   "Questa ha una gamba, questa due, questa è allo specchio".   E ci sta, è un trucco che aiuta tantissimo. Il problema arriva dopo.   Quando scrivono... la lettera è lì. Bella. Ma vuota.   Non c’è dentro il suono. È come se avessero imparato il disegno della lettera, ma non la voce. E allora cosa facciamo?   Io ci metto il corpo in mezzo.   Perché il corpo non mente....

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  Ecco la nostra agorà 2.0 😄   Un posto dove si chiacchiera, si ride e ognuno dice la sua.   Io ho iniziato... ora tocca a voi!   Di cosa vi va di parlare oggi? Manù 🗣️....

🍎simili ma non uguali 🍒

  Cosa ci aiuta a ricordare meglio?  Le cose tra loro simili... o quelle completamente diverse? Il potere dell’assonanza Un ricordo per assonanza è quando un suono simile - stesse vocali dalla vocale tonica in poi - ci fa venire in mente un’altra parola o idea.   È un gancio per la memoria semplice ma molto efficace. Come funziona l’assonanza - Suono simile: condivide suoni uguali o molto vicini.     Es: C/G dolci → ciao - giallo, cena - gente - Collegamento rapido 💡: attiva ricordi in modo spontaneo e immediato - Stimolo associativo: fa da gancio nella memoria ed anche la forma aiuta.   Es: O - Q si assomigliano, quindi il cervello le collega. E vale per tutti i sensi "Questo maglione è morbido come la mia sciarpa"  "Il profumo mi ricorda il pane appena sfornato"   "Sei così lungo e dritto che assomigli a un palo della luce" 😂 Il cervello funziona così anche con le lettere. Le raggruppa per suono e per forma. Per SUONO:...

💋 M 💋 B 💋 P

M di Mamma, B di Bimbo, P di Papà: le 3 sorelle di labbra💋 Una chicca per capire perché a volte la grammatica si può "sentire" invece che "imparare a memoria" Quante volte abbiamo sentito:  _"Bambino si scrive con la M, non con la N"_   _"Impara: davanti a B e P ci vuole sempre la M"_ E giù regole, regoline, filastrocche deliziose, cartelloni colorati...   Eppure dopo 2 giorni torna fuori: "boNbola", "teNpo", "laNpo". *E se invece di impararla a memoria... la sentissimo?* Prova con me. Metti le dita sulle labbra e dimmi: *M* → labbra chiuse. L’aria esce dal naso: mmmmmm   *B* → labbra chiuse. Poi si aprono di colpo: bbbb   *P* → labbra chiuse. Poi si aprono di colpo: pppp Le senti? Tutte e tre si fanno con le labbra chiuse.  Ora prova con la N:   N → labbra aperte.  La lingua va su al palato: nnn La N non usa le labbra. Usa la lingua. Ecco il segreto: M, B, P sono le 3 sorelle di labbra.   Per questo quando parl...

👍 M - E - L - A 🍎

*Si può fare lo spelling orale in età prescolare senza conoscere le lettere?* SI! Perché?   Perché si impara prima a parlare e molto più tardi a leggere e scrivere. Già da piccolissimi, se stimoliamo con la voce, si ripetono i nostri suoni.   Prima si scompone: "m- a/ m - a" per poi dire "ma - ma"...   Poi nel tempo si mette tutto insieme: "mamma".   Prima si sentono i pezzetti, poi si dice la parola intera sempre più corretta. Allora perché lo spelling solo a voce diventa un tabù quando si è ai primi anni di percorso, quando ancora non si legge e non si scrive?   Quando invece c’è già un vocabolario ricco, frasi complesse, la mente che lavora a mille e mancano solo le lettere? Come allenarsi con La Manogramma: Se ci alleniamo ad ascoltare bene le parole e a dire un suono alla volta:   "MELA = /M/ - /E/ - /L/ - /A/" Succedono 2 cose magiche: 1.  Si riconoscono i suoni dentro la parola → "In MELA c'è /L/? Sì! C'è /P/? No!" ...

La zona 🩶grigia

  LA ZONA GRIGIA: dove si impara davvero 🗣️ "Non sono mica un insegnante, ho anche un dottorato di ricerca io!" Quante volte ho immaginato un gioco alla fune.   Da un lato chi dice: "non è compito mio".   Dall’altro chi dice: "non sono qualificata per farlo".   E in mezzo... chi aspetta. Qual è lo spazio in cui si può sperimentare con la didattica, anche usando strumenti di altri ambiti, non per "riparare" ma per insegnare? La zona grigia. È il luogo dove la paura di sbagliare smette di essere più forte della voglia di provare.   È quel metro di terra tra due cartelli: "Questo non spetta a me" e "Io non so farlo". Non è terapia. Non è diagnosi.   È sedersi accanto, è abbassarsi all’altezza degli occhi.   È notare che si pronuncia "PALA" invece di "PALLA" e invece di correggere subito chiedere: "cosa volevi dire?".   È usare il gioco per far passare un suono, un concetto, una regola.   È prendere ...

📚Chi fa davvero la didattica?

A CHI APPARTIENE DAVVERO LA DIDATTICA? Mi chiedo spesso: la didattica è ancora in mano a chi la studia, o è finita nelle mani di chi pubblica i testi? La realtà è questa:   se proponi a una casa editrice un percorso che non si allinea alla sua linea e ai suoi cataloghi, quel prodotto non viene nemmeno letto.   Non importa se dietro c’è studio, ricerca, anni di pratica.   Se non rientra nella griglia commerciale, non esiste. E così si entra in un circuito chiuso.   Si ripropongono gli stessi schemi, le stesse logiche, le stesse promesse. Cambiano le copertine, ma non cambia la sostanza.   La didattica gira su se stessa, mentre fuori la ricerca va avanti. Il punto è un altro La didattica non dovrebbe nascere da una scelta di mercato.   Dovrebbe nascere da una domanda vera: come si impara meglio? Le metodologie sono il “perché” e il “come” insegniamo.   Le strategie sono i piani d’azione concreti di ogni giorno. ...