🧱 = 🏠 l = L
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Scrivere non è memorizzare 26 lettere a caso.
È combinare pochi elementi.
I mattoni per scrivere tutte le lettere dell’alfabeto sono solo 7.
Aste, bastoncini, tondi, archetti, ponti, occhielli.
Si tratta di segni grafici che si ripetono, che cambiano dimensione e che ruotano nello spazio grafico al bisogno.
Quando disegniamo una forma geometrica per la prima volta, la sezioniamo, poiché è il modo più logico per capirla.
Il quadrato ha 4 lati tutti uguali.
Il rettangolo ha due lati più lunghi e due più corti, e le coppie sono della stessa misura.
Il triangolo ha 3 lati e 3 angoli.
Il cerchio è un’unica linea curva che si chiude.
Sono le firme geometriche di ogni forma.
Prima capisci il pezzo, poi ricostruisci il tutto.
Funziona allo stesso modo con la scrittura
Prima i tratti: aste dritte, aste oblique, bastoncini, tondi, archetti in su e in giù.
Poi le lettere: la "l" è un’asta, la "o" è un tondo, la "n" sono due archetti.
Poi le parole: unisci le lettere con un gesto continuo.
È un percorso: dal semplice al complesso.
Dà controllo alla mano, sicurezza al tratto, e lascia energia al cervello per pensare a cosa scrivere.
Cosa è cambiato oggi?
Invece oggi si memorizza la sillaba.
Non più un singolo tratto o una lettera, ma ben due lettere nella loro totalità.
Si parte direttamente: "ma", "pa", "te"... o addirittura dalla parola o dalla frase.
Saltiamo i mattoni e andiamo subito all’edificio.
Eppure...
Oggi va di moda il vintage.
Cerchiamo tutto ciò che ci sembra più naturale: prodotti naturali, materiali naturali, ritmi più naturali.
Forse vale la pena chiedersi perché non rivedere anche alcuni insegnamenti che oggi ci sembrano un po' retrò, ma che una volta funzionavano?
Se per imparare una forma partiamo dalle sue parti e se per imparare a disegnare partiamo dai tratti, con tutte le capacità che i 7 segni grafici allenavano... perché li abbiamo tolti proprio dal percorso?
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