💋 M 💋 B 💋 P
M di Mamma, B di Bimbo, P di Papà: le 3 sorelle di labbra💋
Una chicca per capire perché a volte la grammatica si può "sentire" invece che "imparare a memoria"
Quante volte abbiamo sentito:
_"Bambino si scrive con la M, non con la N"_
_"Impara: davanti a B e P ci vuole sempre la M"_
E giù regole, regoline, filastrocche deliziose, cartelloni colorati...
Eppure dopo 2 giorni torna fuori: "boNbola", "teNpo", "laNpo".
*E se invece di impararla a memoria... la sentissimo?*
Prova con me. Metti le dita sulle labbra e dimmi:
*M* → labbra chiuse. L’aria esce dal naso: mmmmmm
*B* → labbra chiuse. Poi si aprono di colpo: bbbb
*P* → labbra chiuse. Poi si aprono di colpo: pppp
Le senti? Tutte e tre si fanno con le labbra chiuse.
Ora prova con la N:
N → labbra aperte.
La lingua va su al palato: nnn
La N non usa le labbra. Usa la lingua.
Ecco il segreto: M, B, P sono le 3 sorelle di labbra.
Per questo quando parliamo "baMbola", "teMpo", "caMpo", "caMbio"... la bocca fa un gesto solo.
È più comodo, è più naturale, è più veloce.
La N invece è cugina. Sta da un’altra parte della bocca.
Quando il cervello deve scrivere "taMburo", la mano segue quello che fa la bocca.
E la bocca davanti a B fa M, non N.
L’esercizio da 10 secondi
Non dire la regola. Falla fare.
Chiedi: "Come si chiamano le 3 sorelle di labbra?"
Poi: "Dai, chiudiamo le labbra... mmm bbb ppp"
Fatto. Interiorizzata.
Non serve la filastrocca. Serve il corpo.
Le regole grammaticali non sono nemiche.
A volte però basta guardare alla bocca, non solo al quaderno.
E tu non ci avevi avevi mai pensato?
La Manù
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