La zona 🩶grigia
LA ZONA GRIGIA: dove si impara davvero
🗣️ "Non sono mica un insegnante, ho anche un dottorato di ricerca io!"
Quante volte ho immaginato un gioco alla fune.
Da un lato chi dice: "non è compito mio".
Dall’altro chi dice: "non sono qualificata per farlo".
E in mezzo... chi aspetta.
Qual è lo spazio in cui si può sperimentare con la didattica, anche usando strumenti di altri ambiti, non per "riparare" ma per insegnare?
La zona grigia.
È il luogo dove la paura di sbagliare smette di essere più forte della voglia di provare.
È quel metro di terra tra due cartelli: "Questo non spetta a me" e "Io non so farlo".
Non è terapia. Non è diagnosi.
È sedersi accanto, è abbassarsi all’altezza degli occhi.
È notare che si pronuncia "PALA" invece di "PALLA" e invece di correggere subito chiedere: "cosa volevi dire?".
È usare il gioco per far passare un suono, un concetto, una regola.
È prendere in prestito strumenti e usarli non per aggiustare un problema, ma per aprire una porta all’apprendimento.
Adesso timidamente si legge di punti di articolazione, di come nasce un suono, di bocca e lingua. Finalmente.
È capire che i suoni doppi non entrano con concetti astratti, ma si sentono. Anche con la mano sulla pancia per sentire la spinta del fiato.
Però c’è ancora titubanza.
Perché la postura è ancora quella di "A di Ape".
Nome, disegno, via. Senza chiedersi: com’è fatto quel suono nel mio corpo?
Importante: nella zona grigia possono entrare anche i genitori.
Mentre aiutano la sera a casa, mentre provano strade nuove.
Senza titoli, ma con la responsabilità di restare. Con l’intuizione di riprovare quando la prima strada non funziona.
La zona grigia è responsabilità, non competenza.
È dire: "Io non ti aggiusto, ma ti accompagno mentre impari".
È accettare di sporcarsi le mani senza la pretesa di avere l’ultima parola.
Forse è lì che succede davvero l’insegnamento.
Non nei manuali perfetti, non nelle etichette pulite, ma nel mezzo. Nel dubbio. Nella scelta di restare, anche quando non ti senti "all’altezza".
E forse chi impara non ha bisogno che tiriamo la fune dalla nostra parte.
Ha bisogno che entriamo nella fune con lui. In quella zona grigia. E camminiamo insieme.
La Manù
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