😱Prima di preoccuparsi 🤔❓occuparsi del problema.

 


Quelli che chiamo "i miracolati" non sono altro che studenti, bambini e adolescenti che hanno potuto capire, uscendo da un approccio metodologico rigido. 

Rigido basato su:  

1) "Gli studenti devono adattarsi al metodo, perché al master all'estero mi hanno assicurato che è infallibile."  

2) "Per più di 20 anni ho sempre fatto così e nessuno ha mai avuto da ridire."

Poi però ti accorgi, negli anni, che chi supera alcune proprie difficoltà e ha necessitato di un aiuto, diventa più competente di altri che sono sempre andati bene. 

Un semplice esempio: i bambini con una o più dislalie, cioè difetti di pronuncia, devono allenarsi sul fonologico, poi hanno meno problemi in alcuni processi di letto-scrittura.  

Vien da sé ipotizzare che adattare alcuni metodi, nati per queste situazioni, nella consueta procedura didattica, potrebbe essere un "rinforzo" utile indiscriminatamente per tutti.

Facciamo un altro esempio: chi nella lettura "con un occhio frigge il pesce e con l'altro guarda il mare", non per chissà quali problemi strutturali affrontabili da un bravo oculista o addirittura optometrista o rilevabili con una diagnosi funzionale di un NPI, ma solo perché ogni nuova azione impone di imparare per prove ed errori.  

In pratica in questi casi, il bambino ancora non lettore esperto, con il dito indica una parola ma con l'occhio va su un'altra. Nessuno se ne accorge, lui struttura questo "vizio" e poi... si chiama in causa lo specialista.

Evitare prima si potrebbe?

 Sì!  

Con accorgimenti a costo zero che fanno immediatamente superare lo scalino, così il ragazzino non ci inciampa più.

 Integrare alcune attività nel programma scolastico non significa snaturarlo, bensì evitare problemi di cui, più che doversi preoccupare, ci si dovrà occupare. 

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